Archive for the ‘Senza categoria’ Category

Una giornata al lago!

Ciao a tutti!!!
Questo fine settimana sono andata sul lago di Vico, vicino Viterbo. Per fortuna abbiamo trovato un tempo stupendo, abbiamo potuto mangiare sotto un sole caldissimo e passeggiare senza soffrire il freddo!!
Ci voleva proprio un pò di caldo!!!




Donuts


Raccolta American Recipes... Paoletta chiama e "Sale e Zucchero" risponde... 
Mi è piaciuta molto l'idea di questa raccolta in cui poter racchiudere un insieme di ricette che non appartengono al nostro territorio ma che deliziano ugualmente anima e palato... 
Ma che ricette dare a Paoletta???
Ci ho ragionato molto... devono essere di sicuro buone... devono essere belle... devono perfino essere fotografate in maniera almeno decente... altrimenti stonano nel blog "Anice e cannella"...
Oggi mi sono proprio dato da fare... e ho deciso di cucinare i Donuts... ciambelle mitiche che fanno letteralmente impazzire il simpatico Homer Simpson... e non solo lui...
Morbidi... profumati... sensuali... e... per niente unti...
Già... perché se preparati in maniera corretta non assorbono un filo d'olio... e si potrebbe mangiarne uno dietro l'altro... 
Siccome ora, mentre scrivo, li ho già finiti vado a farne altri... e poi altri...
Ma prima di prepararne ancora inserisco qui di seguito la ricetta... in modo che ognuno possa assaggiarli comodamente sdraiato in un soffice divano... vicino ai propri cari... commentando quel che fanno in televisione... perché in fondo tutti noi siamo un pò Simpson...

Dosi per molti Donuts (ma mai troppi...):

  • 400 g di farina 00;
  • 30 ml di acqua tiepida;
  • 175 ml di latte intero tiepido;
  • 12 g di lievito di birra;
  • 40 g di burro;
  • 1 uovo;
  • 45 g di zucchero semolato;
  • 1 cucchiaino di sale fino;
  • Olio di girasole per friggere i Donuts.
Procedimento per i Donuts:
  1. Sciogliere il lievito di birra assieme all'acqua ed al latte tiepidi;
  2. Versare nella impastatrice assieme a qualche cucchiaio di farina e con il gancio K o foglia cominciare ad impastare;
  3. Aggiungere metà  dello zucchero e ad assorbimento l'uovo;
  4. Quando anche l'uovo è stato amalgamato aggiungere l'altra metà di zucchero e la rimanente farina;
  5. Inserire a questo punto il sale e quando sarà anche quest'ultimo parte dell'impasto aggiungere il burro un pezzettino alla volta;
  6. Incordare molto bene l'impasto e successivamente cambiare il gancio dell'impastatrice con quello ad uncino per ultimare al meglio l'incordatura;
  7. Lasciare lievitare al calduccio coperto da pellicola fino al raddoppio del volume;
  8. Stendere l'impasto su un piano  mantenendone uno spessore di circa 1 cm e con due coppapasta di diversa misura ritagliare prima il disco che darà il diametro del Donuts e poi il dischetto centrale che sarà la cavità della ciambella;
  9. Friggere i Donuts in abbondante olio di girasole;
  10. Cosa farne dei dischetti che si tolgono dal centro??? Beh.. come si vede in foto anch'essi, se fritti, diventeranno ottime leccornie;
  11. I Donuts possono poi essere spolverizzati con zucchero a velo, glassati al cioccolato, accompagnati da marmellata e molto molto altro;
  12. Buon appetito.

Prima rassegna enogastronomica del Vermentino

Un grappolo d'uva per la produzione di VermentinoÈ la prima rassegna enogastronomia tutta dedicata a lui. Protagonista assoluto della manifestazione che si svolgerà a Castelnuovo Magra è il Vermentino e prende il nome di "Benvenuto Vermentino!", in programma da venerdì 19 a domenica 21 marzo, animando piazza Querciola, nel centro storico. L'inaugurazione è prevista venerdì alle 15 a piazza Querciola alla presenza di Marzio Favini del sindaco di Castelnuovo Magra, Renzo Guccinelli, assessore alle Attività Produttive Regione Liguria, Marino Fiasella, presidente Provincia della Spezia e Aldo Sammartano - Presidente della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della Spezia.

Prima rassegna enogastronomica del Vermentino

Un grappolo d'uva per la produzione di VermentinoÈ la prima rassegna enogastronomia tutta dedicata a lui. Protagonista assoluto della manifestazione che si svolgerà a Castelnuovo Magra è il Vermentino e prende il nome di "Benvenuto Vermentino!", in programma da venerdì 19 a domenica 21 marzo, animando piazza Querciola, nel centro storico. L'inaugurazione è prevista venerdì alle 15 a piazza Querciola alla presenza di Marzio Favini del sindaco di Castelnuovo Magra, Renzo Guccinelli, assessore alle Attività Produttive Regione Liguria, Marino Fiasella, presidente Provincia della Spezia e Aldo Sammartano - Presidente della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della Spezia.

Prima rassegna enogastronomica del Vermentino

Un grappolo d'uva per la produzione di VermentinoÈ la prima rassegna enogastronomia tutta dedicata a lui. Protagonista assoluto della manifestazione che si svolgerà a Castelnuovo Magra è il Vermentino e prende il nome di "Benvenuto Vermentino!", in programma da venerdì 19 a domenica 21 marzo, animando piazza Querciola, nel centro storico. L'inaugurazione è prevista venerdì alle 15 a piazza Querciola alla presenza di Marzio Favini del sindaco di Castelnuovo Magra, Renzo Guccinelli, assessore alle Attività Produttive Regione Liguria, Marino Fiasella, presidente Provincia della Spezia e Aldo Sammartano - Presidente della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della Spezia.

Maritozzi di Paoletta con uvetta e… canditi




Ho visto pochi giorni fa questa ricetta (con i pinoli al posto dei canditi) sul blog di Paoletta...
Che dire di Paoletta? Beh... ad esempio che ogni volta che vedo le sue fotografie rimango incantato per lunghi minuti... o che leggendo i suoi post percepisco una passione da parte sua verso la cucina che si può incontrare (purtroppo) solo in pochissimi altri blog...
Mi piacerebbe proprio riuscire a passare qualche giorno a cucinare assieme a lei, a Piero e a tutti gli altri amici per ora solo virtuali (per non dimenticare nessuno)...
Credo sarebbero giorni meravigliosi... in cui si riuscirebbe a respirare la vera cucina... ed una immensa passione...
La ricetta dei maritozzi non la inserisco solamente perché l'ho presa pari pari da quella di Paoletta ed ho unicamente tolto i 50 g di pinoli per aggiungervi 50 g di canditi...
Su questi maritozzi vorrei solo dire che sono un pò più che buoni... sono soffici... sono belli... sono una coccola per l'anima...
Paola... la foto non è bella come la tua... la forma magari neppure... ma credo proprio che il gusto e la bontà siano le stesse...
E la passione per la cucina e per le cose buone di sicuro anche...
Matteo

Un master per far conoscere la Magna Brianza

Il pantranvai il classico dolce della BrianzaTra i tanti master che ruotano attorno al mondo dell'enogastronomia si segnala quello che promuove la Brianza. Un corso per dire innanzitutto ai ristoratori di domani, o ai professionisti del cibo, che esiste una terra ricca di tradizoni enogatronomiche di decenni, secoli. A pensarlo è stato la Fondazione Emilia Vergani e ladottato dalle Camere di Commercio di Monza e Brianza e di Lecco, insieme alla Regione: un corso di studi per insegnare ai gourmet - già rotondi o in fieri - che cosa siano il cibo e la sua produzione tra il lago e la corona ferrea. Base Carate Brianza (piazza Risorgimento 1 - segreteria@fondazioneemiliavergani.it, telefono 0362.903690), costo 250 euro, posti a disposizione 20 e data di inizio 15 marzo: è il primo master - corso di specializzazione - in enogastronomia locale in Lombardia, e fa appello al territorio della Magna Brianza.

Un master per far conoscere la Magna Brianza

Il pantranvai il classico dolce della BrianzaTra i tanti master che ruotano attorno al mondo dell'enogastronomia si segnala quello che promuove la Brianza. Un corso per dire innanzitutto ai ristoratori di domani, o ai professionisti del cibo, che esiste una terra ricca di tradizoni enogatronomiche di decenni, secoli. A pensarlo è stato la Fondazione Emilia Vergani e ladottato dalle Camere di Commercio di Monza e Brianza e di Lecco, insieme alla Regione: un corso di studi per insegnare ai gourmet - già rotondi o in fieri - che cosa siano il cibo e la sua produzione tra il lago e la corona ferrea. Base Carate Brianza (piazza Risorgimento 1 - segreteria@fondazioneemiliavergani.it, telefono 0362.903690), costo 250 euro, posti a disposizione 20 e data di inizio 15 marzo: è il primo master - corso di specializzazione - in enogastronomia locale in Lombardia, e fa appello al territorio della Magna Brianza.

Orata al vapore con brunoise di verdure

Boris Pasternak, il celeberrimo autore de Il dottor Zivago, fu a lungo perseguitato dal regime sovietico, proprio per aver scritto questo libro, struggente e bellissimo.
Questo libro, estremamente autobiografico, raccontava anche i lati più oscuri della rivoluzione di ottobre.
Per questo motivo, fu inviso al regime sovietico, che ne proibì la pubblicazione.
In occidente, invece il libro ebbe ampia diffusione e in Italia fu pubblicato grazie alla casa editrice Feltrinelli.
In seguito il libro vinse il premio Nobel per la letteratura, premio che Pasternak non potè ritirare.
Soltanto dopo le riforme volute da Gorbaciov, circa trent'anni dopo, il figlio di Pasternak, Eugeni, potè ritirare il premio.
Questo libro è uscito in edizione originale, insieme ad altri nove tra cui il mio amatissimo Altri libertini di P.V. Tondelli, ma questa è un'altra storia, o meglio un altro libro, nel cinquantesimo anno di fondazione della casa editrice.
Perchè scrivo tutto questo? Non per parlare di politica, totalitarismi, dittature e varie.
Ma perchè, domenica al telegiornale, in un servizio, hanno fatto vedere un gruppo di persone, che in maniera del tutto pacifica, a L'Aquila, hanno scavalcato le transenne per liberare la città dalle macerie e ridare un aspetto civile alla loro città.
E dalle macerie, una ragazza ha estratto un libro, ed emozionata l'ha mostrato alle telecamere.
Questo libro, che, seppure malridotto, ha resistito al terremoto, e a tutti i dissesti del caso, è Il dottor Zivago.
Sono sincera, sarà che amo molto la letteratura, sarà che amo molto questo libro, anche se la sua lettura mi provoca sempre molto dolore, quando ho visto tra le mani di quella ragazza Il dottor Zivago, mi è venuto un groppo alla gola, e mi è sembrato una sorta di, non so come definirla, magia? giustizia? chiusura del cerchio? che questo libro, dalla vita così travagliata sia rimasto tanti mesi sotto le macerie, e sia stato estratto.

Tutto questo, ovviamente, non c'entra niente con la ricetta odierna. Ma mi ha talmente colpito che il libro estratto sia stato proprio questo, che ho sentito il bisogno di scriverne.

La ricetta, comunque è molto semplice, direi essenziale e rigorosa.
Ma nella sua essenzialità molto buona e gustosa.

Proprio per la semplicità della cottura, è necessario che la materia prima sia di ottima qualità.

L'orata l'ho cotta al vapore, profumando l'acqua con un tè cinese pregiato il Lu An Gua Pian, e col sedano e le carote ho preparato una brunoise, dadolata, di verdure, che ho sbollentato per pochissimi minuti, affinchè mantenessero la loro croccantezza.
Il tè ha conferito al pesce un aroma leggero e delicato.
Ho condito il tutto con un olio extravergine di oliva ligure, di olive taggiasche, e soltanto i filetti di orata li ho insaporiti col sale rosa dell'Himalaya, un sale proveniente dal Punjab pakistano.
Ricco di sali minerali, enfatizza i sapori del cibo, senza coprirli.

Una cena leggera, equilibrata, saporita.

Orata al vapore con brunoise di verdure

Ingredienti per due persone

un'orata di circa 850 g.
tre carote medie,
un paio di coste di sedano,
olio extravergine di oliva,
3 g. di tè verde Lu An Gua Pian,
sale rosa dell'Himalaya,
sale.

Ricavate dall'orata due filetti. In una pentola ponete le foglie di tè, e due - tre dita di acqua, il cestello della vaporiera, coprite, fate raggiungere l'ebollizione e fate passare 4 - 5 minuti perchè l'acqua si insaporisca.
Intato lavate e pelate la carota, lavate il sedano, asciugate entrambe le verdure e tritatele a coltello, sbollentatele in acqua leggermente salata, e ponetele in un colino a sgocciolare.
Intanto cuocete i filetti di orata, un paio di minuti per lato.
In un piatto adagiate un filetto, con un coppapasta ponete le verdure, sfilatelo delicatamente, condite l'orata e le verdure con un filo d'olio e insaporite l'orata con qualche grano di sale pestato nel mortaio.

Ho abbinato un vino bianco un Verduzzo veneto, e anche il tè cinese Lu An Gua Pian

Un master per far conoscere la Magna Brianza

Il pantranvai il classico dolce della BrianzaTra i tanti master che ruotano attorno al mondo dell'enogastronomia si segnala quello che promuove la Brianza. Un corso per dire innanzitutto ai ristoratori di domani, o ai professionisti del cibo, che esiste una terra ricca di tradizoni enogatronomiche di decenni, secoli. A pensarlo è stato la Fondazione Emilia Vergani e ladottato dalle Camere di Commercio di Monza e Brianza e di Lecco, insieme alla Regione: un corso di studi per insegnare ai gourmet - già rotondi o in fieri - che cosa siano il cibo e la sua produzione tra il lago e la corona ferrea. Base Carate Brianza (piazza Risorgimento 1 - segreteria@fondazioneemiliavergani.it, telefono 0362.903690), costo 250 euro, posti a disposizione 20 e data di inizio 15 marzo: è il primo master - corso di specializzazione - in enogastronomia locale in Lombardia, e fa appello al territorio della Magna Brianza.
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