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La ricetta della salsa verde

La salsa verde è molto gustosa e al tempo stesso facile da preparare. Si accompagna molto bene con le carni lesse, ma può essere anche l’aggiunta ideale alle verdure e al pesce. Ci sono diverse varianti della salsa verde, tra cui non possiamo non c…

La cucina tradizionale croata fonda le proprie radici in quella slava con l’influenza dei paesi confinanti.

goulashLa cucina tradizionale Croata fonda le proprie radici in quella Slava con l’influenza dei paesi confinanti che hanno giocato un ruolo nella formazione della Croazia. Nell’entroterra Croato gli alimenti principali da cui nascono le ricette sono i cereali e gli ortaggi (super proteici).
Un sapore mittle europeo influenzato dalla cucina Austro Ungarica. Sulla costa invece sono più comuni ricette a base di pesce, frutti di mare e verdure. 
Sono numerose le ricette influenzate dai sapori mediterranei in particolare dalla cucina italiana. In occasione delle feste, vendemmie, sagre, matrimoni, battesimi e della raccolta (frumento), per le festività religiose, sono le occasioni migliori per gustare la cucina tradizionale. Una delle principali specialità è il pesce fresco, appena pescato si cucina semplicemente alla brace e si serve.
croazia_mapLa cucina Croata è eterogenea è quindi e conosciuta come “la cucina delle regioni”. Le relative radici moderne risalgono a Porto-Slavik e a periodi antichi le differenze nella selezione dell’alimenti e delle forme di cottura sono più notevoli fra quelle sul continente e quelle nelle regioni litoranee. 
La cucina del continente è di più caratterizzata tramiteiniziale Porto-Slavik ed i contatti più recenti con gli ordini gastronomici più famosi d’oggi – Ungharesi, Viennesi e Turci – mentre la regione litoranea sopporta le influenze dei Greci, Romani ed Ilirici, cosi dopo come del cucina mediterranea – italiana e francese. 
Il grande ente dei libri testimonia al livello elevato di coltura gastronomica nella Croazia, quale nei termini Europei si è occupato di alimento nel passato distante, quel Gazophylacium da Belostenec, in un dizionario Latino-kajkavo che data da 1740 che ha continuato un dizionario francese simile. Inoltre c’è la letteratura belettrica da Marulic, Hektorovic,Drzic e da altri produttori, giù a lavoro scritto da Ivan Bierling in 1813 ricette continenti per una preparazione di 554 vari piatti (tradotto dall’originale tedesco) e che è considerato come il primo libro Croato di cucina.
cucina_croata_strukli
Le abitudini alimentari nonché gli orari in cui avvengono il pranzo, la cena e la colazione sono influenzati anche dagli orari di lavoro, infatti molti croati lavorano dal mattino fino a metà pomeriggio in modo continuato. Questi orari li portano ad avere colazioni abbondanti magari accompagnate da un caffellatte ma sicuramente a base uova, wrustell, formaggio salumi. 
 
Il pranzo si consuma a metà pomeriggio quando tutta la famiglia si riunisce alla fine della giornata lavorativa è spesso a base di carne e di brodo (niente spaghetti ). La carne abbonda in tutte le ricette e diete per questo è meglio non essere vegetariani. L’influenza Austro-Ungarica ha segnato particolarmente il nord della Croazia dove vi proporranno carne impanate e fritta e Gulasch, la Sarma (cavolo ripieno). In Slavonia e nella parte continentale vi offriranno salumi, particolari varietà di salsicce tra cui il Kulen.

A Zagabria troverete gli Strukli. Lungo la costa, dall’Istria alla Dalmazia troverete la cucina mediterranea; prosciutto, pesce fresco condito con olio di oliva. L’influenza Ottomana è evidente nel resto dei Balcani dove potrete mangiare spiedini di carne (Raznjici) polpette di carne con le cipolle (cevapcici) o altre ricette a base di formaggio e carne.
cucina_CROATA-Cevapcici
I Vini dalmati sono noti ancora dai tempi antichi, e molti tra loro si producono dalle autoctone specie di uva. Ogni isola ha propri vini e vinai. Mentre una fotografia di vigneti situati vicino a Primosten, dove si coltiva autoctona specie per il vino rosso babic, si trova in aula del Palazzo delle Nazioni unite. Nella Dalmazia Settentrionale vi offriranno vini Babic e Merlot, nonché il vino Opol, rosato di vigneti di Sibenik. Su Peljesac, penisola di vino, si producono i famosi Postup e Dingac, il quale appartiene alla lista di 10 migliori vini mondiali, e poi vini Knezevo e Carsko, Rukatac e vino di ottima qualita, Sveta Ana. 
Sull’isola di Brac dalla specie di plavac si producono Plavac di Bol e Opolo di Bol, mentre l’isola con il piu alto numero di specie di uva, Hvar, offre vini Faros, Ivan Dolac, Zlatni plavac, Bogdanusa, hvarski Pelegrin, Dobrogost, Parc e Drnekusa. Sull’isola di Korcula si producono tre supremi vini bianchi: Posip, Marastina e Grk e vini rossi Plavac e Admiral. La delizia tra i vini dell’isola di Vis e Vugava, mentre Lastovo offre vini Ladesta e Augusta insula. Oltre ai vini nominati, una specialita di Dalmazia e anche vino dolce – “prosek”, di un particolare dolce sapore e di aroma espressiva.
cucina_croata_Kebapcheta
Con la scelta degli alimenti e con il modo della loro preparazione, la cucina dalmata risponde perfettamente a tutte le raccomandazioni dei nutrizionisti e a consigli medici che riguardano alimentazione sana ed equilibrata. Sulla tavola di una tipica casalinga dalmata si trovano diverse specie di pesce, conchiglie e crostacei, polipi, calamari e seppie, olio d’oliva, olive fresche e sotto sale, verdura in foglia, piante autoctone e erbe aromatiche, poi mandorle, ficchi e uva, miele, uvetta e agrumi. 
Quando si parla del carne, al primo posto viene prosciutto dalmata affumicato e stagionato sulla bora, per poi essere servito con il formaggio pecorino, quindi la carne di agnello cucinata sotto la “peka” (una specie di campana di ferro). A tutto questo bisogna aggiungere anche i vini, sia bianchi sia rossi, tra i quali alcuni appartengono alla lista dei primi dieci vini di qualità in tutto il mondo.
cucina_croata_Peka-from-Octopus
Il pesce si cucina seguendo alcune ricette di base: «a gradele», «a lesso» e «come brodet». Quando si prepara il pesce “a gradele”, cioè alla griglia, l’attenzione particolare si dedica alla specie di legna che si usa per il fuoco, nonché alle erbe aromatiche con le quali si spalma il pesce mentre si cucina sulla brace. Sul pesce curato e salato, i migliori sono dentice e orata, si spalma olio e poi lo si mette ai ferri. Durante la cottura lo si spalma di nuovo con un ramoscello di rosmarino imbevuto con olio d’oliva. 
Sul pesce già pronto si mette una salsina composta da prezzemolo, aglio (sminuzzati) e olio. Si serve con verdura cotta oppure cruda. Il pesce “a lesso” si cucina acqua alla quale si aggiungono olio, aceto, cipolla, alloro, pepe e sale. Questo piatto estremamente leggero e di poche calorie si serve con patate lessate, bietole o verze ed e una scelta ideale per la cena. Dalle specie adatte a questo modo di preparazione, raccomandiamo scorfano, dentice oppure nasello. “Brodet”, cioe una zuppa di pesce, si prepara da pesce misto (scorfano, grongo) che tagliato in pezzi viene soffritto con cipolla. Poi, in un tegame di terracotta, e al fuoco molto lento, lo si cucina con aggiunta di aglio, prezzemolo, alloro e pomodoro, finché non diventi tenero i non cominci a staccarsi da spini. Si serve con polenta.
cucina_croata_sarma
Gli scampi e le conchiglie croate In Dalmazia cozze, ostriche e scampi si preparano «alla buzara». Si mettono in un tegame, li si cosparge con del prezzemolo e aglio sminuzzati e con pangrattato, poi ci si mette sale e pepe e alla fine vino e olio. Si cucinano sul fuoco alto, nel loro stesso sugo finché non si aprano. Si servono assieme con loro sugo con aggiunta di pane oppure di polenta.

Gli ingredienti che si usano per la preparazione dei tipici dolci dalmati sono agrumi, ficchi secchi e miele, nonché uvetta e mandorle ai quali si aggiungono delle uova e liquori. Alcuni tra loro come “rozata” e frittelle si possono trovare soltanto in Dalmazia. Gli ingredienti che servono per preparare “rozata”, il dolce tipico della Dalmazia Meridionale, sono uova, latte e caramel.
cucina_croata_Krostule
Frittele (“Fritule”) si preparano da un impasto lievitato con aggiunta di uvetta e liquore. Dalla pasta si formano delle palline, grandi come prugne, e si friggono nell’olio caldo. Su alcune isole si può trovare una varianti di “fritule” – krostule – il dolce fatto dalla pasta uguale oppure simile, che brave cuoche, utilizzando una tecnica speciale, tirano con aiuto di mano e formano delle lunghe strisce, che poi vengono fritte. 

La cucina continentale risente l’influsso della dominazione austro-ungarica gli alimenti principali utilizzati sono i cereali e gli ortaggi, anche la carne è tipica di molte ricette, l’influenza Austro-Ungarica è notevole particolarmente nel nord della Croazia con piatti come il Goulasch, la Sarma (cavolo ripieno), e vari tipi di carne impanate e fritta. Tipico della Slavonia è il Kulen (insaccati aromatizzati alle spezie), a Zagabria troverete gli Strukli (ravioli ripieni di ricotta). 
La cucina mediterranea, è invece notevolmente influenzata dalla cultura italiana, tipica della Dalmazia e dell’Istria, è principalmente a base di pesce. Tra i piatti tipici le ostriche dalmate, la marinata di sardine, la zuppa di pesce, il brodetto e il famoso Prosciutto Dalmata. Tra i dolci troviamo la Palačinke (simile all’ungherese palacsinta), lo Zagorski štrukli (pasta dolce del nord della Croazia), l’Uštipci (simile ai croissants), lo savijača or štrudla (Strudel ripieno di mele o formaggio fresco), l’Orehnjača (pane dolce alle noci), la Makovnjača (pane dolce ai semi di papavero), il Čupavci (dolce al cioccolato e cocco), la Rožata (budino di crema), le Kroštule e le Fritule (Frittelle).
cucina_croata_palascinta

  • Buzara: specialità tipica della Dalmazia, a base di scampi cotti nel sugo di pomodoro con spezie e cipolla. Lo stesso sugo viene utilizzato anche come condimento per la pasta. 
  • Minestra: simile al minestrone italiano, viene preparata con ortaggi e verdure. La versione invernale prende il nome di Jota e si prepara con fagioli e crauti. 
  • Pasticada: spezzatino di carne di manzo cotto lentamente con cipolla e spezie. Viene normalmente servita con gli gnocchi il che evidenzia l’influenza della cucina Italiana e Ungherese. Pesce e frutti di mare: la grande qualità del pesce e l’ampia varietà del pescato permettono di proporre numerose pietanze, scampi, dentice, branzini, calamari, astice, polipo e granchi. Con i quali preparare specialità o una semplice grigliata mista. 

  • Kruh: il pane, spesso preparato direttamente dai ristoranti o in casa. Se ne trova di tante forme e qualità, con sesamo soia e cereali. 
  • Rožata: dolce tipico della Dalmazia, simile al Cream Caramel. Si prepara con caramello uova latte e liquore e si serve freddo. 
  • Palačinke: uno dei più famosi dessert della Croazia.
 

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Bignè con mousse profumati all’erba cipollina

E anche
queste feste, sono andate! Quanto si mangia?? Siamo esageratamente attaccati al
cibo quando si parla di FESTE!! Signor! Vedo gente dalla finestra che non
cammina, rimbalza, io stessa mi muovo per casa rimbalzando. Poi dopo un periodo
dove…

La cucina polacca può vantare una lunga tradizione e una certa ricchezza di sapori.

cucina polacca_makowiecHanno nomi spesso impronunciabili i piatti che si possono assaggiare in Polonia. Sapori forti, ingredienti semplici, contaminazioni dai paesi vicini e un grande attaccamento alle origini e alla tradizione. Da assaggiare la kremówka, il dolce preferito da Giovanni Paolo II.

La cucina in Polonia è sostanziosa e ha come alimenti di base minestre, zuppe e salse dalla ricca consistenza. In genere essa presenta una gastronomia con piatti tipici a base di patate (ottimi i gnocchi ripieni), carne in quantità e non molte verdure; gli aromi più usati sono l’aneto, la maggiorana, i semi di cumino e i funghi selvatici. Il bigos polacchi, uno stufato di carne, crauti e cavoli, arricchito con prugne secche e spezie, è il piatto più famoso e antico in Polonia.
polska_mapkaAccanto, troviamo inoltre il “barszcz”, una buonissima zuppa di barbabietole con ravioli di forma particolare e farciti di funghi o carne. 

Cetrioli, anche in salsa, e patate sono usati moltissimo, accompagnati alla carne, cucinata nei modi più svariati. Il tè e la vodka sono le bevande maggiormente consumate. I prezzi di un pasto in ristorante sono molto inferiori rispetto all’Italia e al resto d’Europa: spendendo circa 6 euro, si può fare un pasto completo al ristorante. Nel primo pomeriggio, il pranzo, pasto principale, è costituito da minestra, secondo piatto e dolce. Vediamo insieme in dettaglio la tradizione gastronomica della Polonia, piatti tipici, ricette, abitudini alimentare e altro ancora.

La gastronomia polacca, in particolare quella della zona di Cracovia, è assimilabile a quella dell’Europa Centrale, ove prepotente si sente l’influsso di quello che fu l’Impero Austro Ungarico. Non è raro quindi trovare, tra le varie proposte, il gulasch all’ungherese piuttosto che la wiener schnitzel, la classica cotoletta viennese. Esistono tuttavia piatti tipici della tradizione polacca: dal classico barszcz (zuppa di barbabietole, parente del borsch russo), ai bigos (piatto con carne e crauti), dai pierogi (sorta di ravioli ripieni di carne o formaggi, che qui vengono serviti come secondo piatto)al golonka (piedino di maiale al forno), dai pyzy (sorta di gnocchi di patate) alla carpa, servita in varie maniere.
cucina_polacca_Wiener-Schnitzel
Ricordiamo che a Cracovia è facile trovare ristoranti che propongono cucina internazionale (russa, italiana, cinese, francese soprattutto) e, a Kazimierz, cucina ebraica. A questo proposito ci piace ricordare il ristorante Alef, in Ulica Szeroka 17 a Kazimierz, che propone cucina ebraica in un ambiente caratteristico dove il tempo sembra essersi fermato ai primi del ’900: la sera vengono eseguite dal vivo musica ebraica o gypsy. La birra polacca è ottima e viene servita generosamente in tutti i locali; tra le marche principali ricordiamo la Okocim e la Zywiec. 
 
Natualmente va ricordata la vodka; oltre alla classica vodka “bianca” (la marca più famosa è la Wyborowa), va menzionata anche la Zubrowka, riconoscibile per il caratteristico filo d’erba proveniente dalla foresta di Bialowieza.
cucina_polacca_pierogi
Tra le specialità gastronomiche tradizionali della Polonia si segnalano la zuppa di barbabietole, gli involtini di cavolo (foglie di cavolo ripiene di carne e riso) e i pierogi (una sorta di ravioli ripieni, ad esempio, di cavolo e funghi). La cucina polacca è una cucina semplice, ricca di zuppe, abbonda in verdure, cereali e patate ed è riccamente speziata. Tra gli ingredienti delle zuppe, predominano i crauti ed i cetrioli, i funghi essecati e marinati, la crema acida; le più note: il Barszcz (zuppa di barbabietole rosse talvolta con polpettine di carne e crema acida); i Pierogi (ravioli quadrati ripieni di formaggio, o frutta, o funghi); lo Żurek (zuppa di farina di segale con crema acida e salsiccia); il Flaki (minestra di trippa di maiale e vitello con erbe e verdure). Tra i secondi il Bigos (stufato di carne, cavoli bianchi, salsiccie, crauti, prugne secche e spezie); i golabki (polpettoni di riso e carne avvolti in foglie di cavolo, al sugo di pomodoro); la Golonka (maiale salato, bollito e cotto al forno). Tra i contorni oltre alle immancabili patate molto diffusi sono i funghi e il cavolfiore. Fra i dolci la Malakow (burro, zucchero, uova, mandorle e crema fresca), e il Blini Warschafski (Schiacciatine Dolci). Tra gli alcolici la wodka, il wisniak (cognac) e la birra.
cucina_polacca_malakow_torte
L’eleganza ricercata che viene dalla Francia, il gusto dolce dei cibi preparati alla luce delle candele del sabato ebraico, i sapori forti della gastronomia armena e cosacca. C’è anche questo nella cucina nazionale polacca. Una cucina che attinge alle risorse dei suoi boschi, dei campi, dei prati, dei fiumi e dei laghi. Una cucina profondamente legata alle tradizioni e alla terra. 

E per tradizione, il pasto principale è il pranzo, consumato nelle prime ore del pomeriggio, che si compone di una minestra, di una pietanza e del dolce. 

Le minestre sono molto gustose e portano i nomi di barszcz (una zuppa di barbabietole con ravioli di forma caratteristica, farciti di funghi o di carne), chlodnik (una minestra fredda di latte cagliato con aggiunta di foglie di barbabietola, erba cipollina e di altre verdure fresche), ma soprattutto zurek, una minestra nota da decine di generazioni conosciuta anche come “minestra del giorno prima”. Pare che i modi di preparala siano tanti quante sono le regioni del paese. Ma l’ingrediente fondamentale è sempre lo stesso: un buon composto fermentato di farina di segale preparato in modo adeguato con l’aggiunta di crosta di pane nero.
I bigos, rappresentano il più famoso ed antico piatto polacco, uno stufato di carne, cavoli e crauti, con aggiunta di prugne secche ed altre spezie, preparato in diverse varianti. I pierogi, invece, sono dei raviolini quadrati solitamente ripieni di formaggio, frutta, funghi, cavoli ma non mancano ripieni di ogni tipo. D’estate, ad esempio, sulle tavole polacche trionfano i pierogi ripieni di fragole, ciliege e mirtilli neri. I golabki sono involtini di cavolo ripieni di carne o di riso mentre la karp è la carpa in gelatina o fritta.
La tradizione gastronomica polacca non può prescindere dai dolci. Ed ecco quindi i makowce, ovvero paste dolci fatte con semi di papavero, i pierniki ovvero dolci al miele, i mazurki fatti di pasta frolla e frutta secca e i serníki con ricotta. Tutte prelibatezze che si possono assaggiare nel ristornate più antico e prestigioso del paese, il Wierzynek di Cracovia. Ma il dolce per eccellenza è la kremówka, un dolce “papale”. Era il 1999, quando Giovanni Paolo II, in visita nella sua cittadina natale Wadowice, rievocò il sapore e la nostalgie per la kremówka che andava a comperare da ragazzo nella pasticceria della piazza centrale.
cucina_polacca_kremówka
Da allora questa torta, a base di pasta frolla e crema, viene prodotta in ogni pasticceria polacca e conosciuta come kremówka del Papa.
Due parole sulle bevande. Idromeli e birra sono quelle più tradizionali. La vodka invece non ha antichissime tradizioni. Si iniziò a produrla in massa nel Seicento. Attualmente le vodke più diffuse sono quelle chiamate Wyborowa, Polonez, Zytnia, Starka, Jalowcowa e, naturalmente, la Zubrówka, aromatizzata con una specie di erba che cresce nella Foresta di Bialowieza.
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Involtini con zucchine e mozzarella con salsa verde

Servizio Cocktail Easy Life

Si avvicina
la pasqua e non ho la più pallida idea di cosa fare a pranzo, anche perché fatico
ancora a stare in piedi tante ore. Unica certezza è la colazione, ma di questo,
ne parleremo più avanti!  Oggi pomeriggio

La cucina tedesca è una cucina molto ricca di ingredienti, fedele ai cicli della natura.

cucina_tedescaLa cucina tedesca, a differenza dell’opinione diffusa, è una cucina molto ricca e varia. Sarebbe errato voler ridurre il tutto a Würstchen, Kartoffel, und Bier (salsicce, patate e birra), anche se, devo riconoscerlo, il viaggiatore sarà colpito dall’abbondanza e dalla varietà dei salumi, delle patate e della birra. 
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Ogni regione è orgogliosa della propria birra. In Baviera viene chiamata das flussige Brot, il pane liquido. Si pensi che la sola regione della Franconia conta più di 400 tipi di birra. Ma la cucina tedesca non è solo questo. Richiede tempo e pazienza: è ricca di ingredienti, fedele ai cicli della natura, diversificata da nord a sud, da est ad ovest, con tipici piatti stagionali. La componente nordica si fonde con quella meridionale e con la tradizione ebraica. 
La cucina del Sud più ricca di carne e di cacciaggione, quella del Nord di pesce. Le verdure, dai cavoli ai cavolfiori, alle verze al cavolo cappuccio alle rape bianche e rosse, arricchiscono le tavole dei periodi freddi. Settembre è il mese dei funghi: i “finferli”, molto amati; solo adesso si stanno imponendo i porcini. Maggio è il mese degli asparagi, rigorosamente bianchi. Giugno e luglio sono i mesi dei frutti di bosco. I banconi dei verdurai sono inondati da fragoline selvatiche, fragole, ciliegie, amarene, mirtilli, more, lamponi, ribes rossi e bianchi, uva spina: una sinfonia di colori.
gulasch-mit-weisswein
Le portate normalmente non sono più di tre. Come primo piatto sono diffusi i brodi o le creme di verdure, segue il piatto principale e il dolce. Il pasto serale nella maggior parte delle famiglie continua tuttora ad essere freddo, l’Abendbrot (pane serale): la versione tedesca del panino imbottito italiano accompagnato al massimo da insalate. Di venerdí in molte regioni, (soprattutto quelle sud orientali), si cucina, come portata principale, un piatto a base dolce.
Sacro è invece il rito del Kaffe und Kuchen (caffè e torta). I tedeschi sono molto socievoli: è uso invitare amici e parenti verso le 15.30 e le 16.00 a conversare davanti ad una tazza di caffè e una fetta di torta, rigorosamente fatta in casa. Importanti sono la festa di San Martino, l’11 Novembre, con l’irrunciabile Martinngans, l’oca ripiena di San Martino, che preannuncia il periodo dell’Avvento così come immancabili sono i Weinachtsplätchen, i dolcetti dell’Avvento che, come vuole la tradizione, devono essere preparati a casa la prima domenica d’Avvento e accompagnano la famiglia per tutto il periodo natalizio. Come vedete le cose da scoprire sono tante e tutte molto appetitose, fidatevi.
finferli
Le origini della cucina tedesca.
 
La gastronomia tedesca offre piatti tipici come i wurstel con i crauti, le cotolette (“schnitzel”), l’agnello arrosto, le patate servite in tanti modi diversi, i brasati, le zuppe ed infine, tra i dolci, vale la pena assaggiare lo strudel di mele. Ogni regione offre delle proprie specialità. In Baviera il piatto più rinomato è l”Haxen”, un pezzo di coscia di maiale o vitello con gnocchi di patate. Molto ampia è l’offerta di formaggi. In Franconia sono famose le salsicce fritte della città di Norimberga e quelle affumicate di Bamberga. La Svevia, caratterizzata dalla presenza del Lago di Costanza, dedica una particolare attenzione al pesce, soprattutto al “Felchen”, molto simile al salmone.La Foresta Nera è sinonimo di prosciutto affumicato e di miele scuro ricavato dall’abete. Da non perdere la torta di cipolle della Turingia e i dolci, ottimi anche quelli preparati nella Sassonia, nota per un tipico dolce di Natale. La cucina del nord è caratterizzata da un’abbondante scelta di pesce: aringhe, gamberi, granchi, aragoste e numerosi piatti di tradizione marinara.

La bevanda nazionale è indubbiamente la birra, prodotta da tantissime aziende, spesso anche di produzione locale ed addirittura familiare. In proposito occorre ricordare il rinomato Oktober Fest, la festa della bitta che ogni anno si svolge a Monaco. 

La tradizione culinaria tedesca è influenzata dalla cultura prussiana, quindi con piatti semplici, come le patate, il pane, i crauti, la zuppa di piselli e le polpette, piatti semplici derivanti da una cultura povera. Al giorno d’oggi la Germania è influenzata dai prodotti naturali e da quelli di produzione biologica o comunque da allevamenti con standard molto elevati.
monaco_oktoberfest
Nella produzione dei vini la cultura tedesca riscopre i vini leggeri a fermentazione completa. Sulle etichette sono sempre indicati, oltre alla qualità, il tipo di vitigno e l’annata, la città di provenienza e addirittura il nome del vigneto. Le differenti esposizioni al sole, il clima di certi luoghi, il differente tipo di suolo e persino una ventilazione diversa contribuiscono a determinare anche per uno stesso tipo di vite in luoghi magari vicini, diverse caratteristiche del prodotto finale. Per quanto riguarda il vino bianco, i tipi di vitigni più usati sono il Riesling , seguito dal Silvaner, il Müller Thurgau, il Kerner e il Weißburgunder. Tra i vini rossi c’è da nominare il Spätburgunder, il Dornfelder, il Lemberger, il Portugieser e il Trollinger. Ognuno di questi vini ha ovviamente sapori particolari e ognuno di questi si adatta ad accompagnare un determinato piatto o specifici tipi di cibi come selvaggina, cacciagione, cibi robusti, le famose salsicce o i dolci. Anche il periodo della raccolta influenza il gusto del vino prodotto.
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