Archive for the ‘Antipasti e sfizi’ Category

Crackers piccantini (con lm)

Ho messo a punto questa ricettina perché ogni volta che facevo il rinfresco della pasta madre, mi piangeva il cuore a buttarne via grossi pezzi... ! A voi succede mai? Non mi piace, non mi piace e non mi piace! Buttarla via intendo.Quando si tratta di piccoli pezzi, li butto senza troppe remore. Se prevedo invece di fare più rinfreschi in un solo giorno, allora tengo via gli scarti del rinfresco,

Rose di pane con feta e zucchine (tanti auguri a Genny!)

Questa dovevo scriverla assolutamente entro oggi. L’ho fatta ieri con l’intento di postarla in occasione del suo compleanno e allora con questo post voglio proprio augurare buon compleanno a Genny! Mi sembrava carino farle gli auguri così, in un modo un poco diverso, oltre a scriverle sulla bacheca di Facebook (anche se ho fatto pure quello eh, e con tanto di abbraccio Trudy:)… rifacendo una sua

Tortini di zucchine, feta e basilico

L’idea era quella di proporvi un giochino, ma non sapendo a quanti sarebbe piaciuto ho preferito evitare. Il giochino consisteva nel farvi preparare – a chiunque di voi ne avesse avuto l’occasione il tempo e la voglia di farlo – questi tortini. Far fare a voi la stessa ricetta, senza variazione alcuna.. e aspettando di confrontare la percezione di gusto di ognuno di noi. Un modo diverso di

Grissinotti di focaccia all’uvetta

Non ricordo né come né perché ci sono finita, ma li trovati e mi sono stranamente piaciuti: parlo dei grissini di Fiordisale, grissini di focaccia alle olive liguri.  Prima di ogni altra cosa, dovete sapere che se c'è una cosa che trovo poco piacevole da mangiare, nel senso che non mi soddisfa minimamente, sono i grissini e cracker che si trovano ai supermercati e… dal panettiere non ci vado poi

Stuzzichini di Bleu d’Auvergne (French blue cheese) con uva Moscato

Un’idea al volo e un foto fatta altrettanto al volo (indegna, ma obbligatoria per rendere l’idea) … giusto per condividere con voi questo semplice ma delizioso preparativo. Chi ha detto che le cose semplici sono meno buone? Il contrasto di sapori che ho provato questa sera per dei gustosi stuzzichini è semplicemente perfetto, bilanciato. Il sapore forte e dominante del formaggio francese

Frittatine ai semi di papavero

Stanotte sono andata a dormire all’una circa, pensando banalmente che se mi fossi addormentata più tardi mi sarei – chi lo sa – svegliata di conseguenza più tardi, come tutti i comuni mortali farebbero. Niente da fare. Evidentemente non faccio parte di questi comuni mortali. Alle 4 spaccate salto su dal letto attiva come non mai. Ma che diavolo mi prende?
Dopo mezzora torno nel letto e mi dico che no, non potevo far fronte alla giornata con tre misere ore di sonno. Che poi, chiamiamolo ‘sonno’..
Torno nel letto, mi giro, mi rigiro, ho caldo, penso, penso troppo, non ho sonno, mi annoio.
Mi alzo dal letto e fine della storia. Breve come storiella eh? Dannazione, ho un po’ di rabbia, mista a stranezza e confusione. Rabbia perché vorrei davvero riuscire a dormire di più, sicuramente gioverebbe non poco da molti punti di vista. Strana e confusa perché in fondo non sono sotto stress universitario ora come ora.. qundi cosa c’è che non va? domanda retorica, ovviamente.

Beh allora visto che nell’arco della giornata non ho molto tempo libero da riuscire a sedermi con calma a scrivere un post, credo che questa sia la giusta occasione.
Frittatine ai semi di papavero © Manuela Viel
Nel post precedente ho postato le frittatine ribes e fave… beh, le ho replicate talmente erano buone e belle: l’impasto è lo stesso, per cui vi rimando alla
ricetta precedente. L’unica diversità sta nella quantità di impasto versata negli stampini:
- versare l’impasto preparato negli stampini per circa mezzo cm o poco più
- appoggiare sopra un rametto di rosmarino premendolo leggerissimamente in modo tale da immergerlo lievemente ma pur sempre mantenendolo in superficie

- a metà cottura cospargere le superfici con semini di papavero (se lo fate prima, durante la cottura vengono “inglobati”.
A proposito di quest’ultimo passaggio, sarebbe anche bello se venissero inglobati nell’impasto, certo… ma in tal caso suggerisco allora di fare così: tostate prima i semini di papavero, così sprigionano tutto il loro profumo e aroma, dando il meglio di sé in quanto a sapore; fateli raffreddare e poi mescolateli per bene insieme all’impasto. Dividete negli stampini e mettere il rosmarino come spiegato sopra.
Frittatine ai semi di papavero © Manuela Viel
Frittatine ai semi di papavero © Manuela Viel
p.s. a chi non piace l’effetto frittatina al forno, può cuocere un po’ di più del tempo indicato, come ho fatto io.

Frittatine ribes e fave

Queste frittatine sono veramente ma veramente buone. E poi quello che mi è piaciuto è l’aver giocato con due colori molto belli, che legano molto bene tra di loro: il rosso luminoso e dominante del ribes, il verde tenero e recessivo delle fave. E dire che non l’avevo neanche pensato prima, ovvero: all’ultimo mi è venuto in mente di arricchire le frittatine sia di gusto, sia di estetica.  Guardando in frigo, avevo: delle fave, dei piselli, del prosciutto… del ribes e altro ovviamente. Beh, io ho optato per qualcosa di insolito e particolare, oltre le fave ho quindi scelto il ribes. Il ribes, che in forno si cuoce anche un poco, rilascia il suo succhino aspro e, credetemi, sta proprio bene ed è, per quanto particolare e strano l’accostamento possa sembrare, molto gradevole al palato.

Il connuibo uova e fave invece, lo conoscete ormai tutti, ed è buonissimo.

Questi antipasti li  ho fatti nel periodo di studio, per questo non avevo ancora avuto modo di postarli… L’occasione è stata la festa di laurea di una mia carissima amica. Mi era stato chiesto se potevo aiutare e preparare qualcosa ed io come potevo sottrarmi da una simile richiesta?
Beh, queste frittatine sono uno degli antipasti che ho proposto. 
Frittatine con ribes © Manuela Viel
Le mie dosi erano di gran lunga maggiori, in questa ricetta le riadatto per voi, per dosi un po’ più ragionevoli…

Frittatine ribes e fave
Ingredienti:
4 uova
120 gr di parmigiano grattugiato *leggere nota
1 cucchiaino e mezzo di senape (io ho usato una senape deliziosa, ve la segnalo così come cita l’etichetta: moustarde au basilic – au vin blanc. Produit de France). Potete ovviamente usare una qualunque altra senape, preferibilmente quella rustica.
100 ml di panna fresca liquida
burro
sale e pepe
_
ribes e fave

In una ciotola rompete le uova e unitevi la senape, la panna, una presa di sale e una macinata abbondante di pepe. Sbattete leggermente. Unitevi anche il parmigiano e mescolate tutto il composto per bene e con cura.

Versate il composto preparato in stampini di silicone o da muffin, aiutandovi con un mestolino, in modo da formare in ognuno uno strato di circa 1,5 cm.
Nel caso del tipico stampo da muffin da 12, a meno che non sia in silicone, ricordatevi di imburrare leggermente gli stampini.
Io date le dosi ho usato tutto ciò che avevo! Stampi di di silicone per muffin, stampo metallico da 12 per muffin, e altro – *leggere nota.
Aggiungete al centro di ciascuno un chicco di ribes e in un altro una fava, e così via.

Mettete lo stampo (o gli stampi) in forno a 180° per circa 10/15 o 20 minuti. Qui il tempo varia molto a seconda dello stampo usato e a seconda… del proprio forno, come ben sapete.
Le frittatine devono risultare belle gonfie e dorate. Se vi sembrerà non siano ancora ben cotte, bucherellatele al centro e fate cuocere ancora. Il tempo di cottura varia molto anche in base ai propri gusti. C’è a chi piace la frittata poco cotta e ancora un po’ umida, tipo clafoutis, chi la preferisce ben ben cotta, ecc…

Lasciatele raffreddare completamente e SOLO POI sformatele delicatamente per non romperle.

Sono un ottimo spuntino, aperitivo, antipasto… e sono ottime per un pic nic.


Note.
* avendole fatte e provate, posso darvi un personale suggerimento? Magari la prima volta fatele così, come me, ma la successiva provate a sostituire il parmigiano con dell’emmentaler, grattugiato con la mitica
zester della Microplane, o una grattugia a fori grossi. Conferisce un sapore più delicato rispetto al primo.

* oltre ai tradizionali stampi da muffin, ho poi fatto delle sperimentazioni con altre forme, ma una in particolare merita una nota: dopo aver osservato che a metà cottura le frittatine si gonfiavano a dismisura come mongolfiere, tanto che mi chiedevo se stesse venendo fuori un soufflé o che altro, ho provato ad utilizzare degli stampi di silicone di forma sferica dal diametro piccolino (circa 2 cm) e ho aumentato il tempo di cottura… è venuto un bon bon da paura, fa vo lo so. Bisogna cuocerlo a tempo inoltrato rispetto a quello delle frittatine in oggetto, fino a che si rigonfia a tal punto da attorcigliarsi su se stesso.. è bellissimo a vedersi e soprattutto buonissimo, croccante fuori, morbido dentro. Se lo fate, ve ne renderete conto da soli. Siccome la mia era una prova, non ho aggiunto alcun ripieno, per dimenticanza. Ma in questo bon bon starebbero benissimo dei cubettini di prosciutto.

* all’ultimo momento ho deciso di aggiungere a parte dell’impasto un trito di rosmarino fresco - nelle foto si nota. 
Frittatine con fave © Manuela Viel

Frollini alla noce moscata e arancia

con copertura di zucchero di canna, mix di pepi e cacao amaro.
Frollini alla noce moscata e arancia © Manuela Viel

Come detto, ecco uno spazio a sé per questi biscottini, già presentati nel
post precedente..
Sono nati come frollini da salato, in particolare da abbinare a formaggi ricchi, “spessi”, molto saporiti.. degustandoli adeguatamente ho poi appreso che ben si abbinano anche come dopo pasto, soprattutto dopo pranzo, ché quel pizzico di mix di pepi e cacao, con un buon caffè, risulta davvero una delizia. Un pasto con un dopo assai raffinato. 

Frollini alla noce moscata e arancia
ricoperti con granelli di zucchero di canna, mix di pepi e cacao amaro
Ingredienti:
60 gr di burro freddo a pezzetti
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di miele di Acacia
110 gr di farina 00 setacciata con…
…1 cucchiaino di lievito
1 cucchiaino raso di noce moscata in polvere (e due grattate di noce moscata intera)
mezzo cucchiaino di essenza di arancia (ma mettenene a seconda dei gusti)
_
zucchero di canna
mix di pepi da macinare al momento (il mix contenente pepe rosa, nero e verde)
cacao amaro in polvere

Mettete nel mixer burro, zucchero e miele e impastare fino a quando si amalgamano. Aggiungete farina setacciata con lievito, le spezie e impastate ancora per un attimo, fino a che il composto si amalgama bene (magari aprire il mixer, togliere il composto dalle pareti e metterlo in mezzo per far sì che si amalgami tutto. Mixare ancora).
Togliete dal mixer e impastate con le mani fino a ottenere una bella palla liscia. Avvolgete in pellicola trasparente e mettete a riposare in frigorifero fino a che riprenda consistenza.

Accendete il forno a 180°.
Stendete l’impasto con un matterello tenendolo alto circa 4 mm. Ritagliate i biscotti con un tagliapasta e posizionateli sulla teglia ricoperta con carta da forno. Cospargete ogni tondino con dello zucchero di canna, mezza macinata di mix di pepi e una spolverata di cacao fatto scendere al momento da un setaccino. Non esagerate con il mix di pepi altrimenti tenderà a prevalere e il sapore non sarà tutta questa delizia come dovrebbe essere.
Infornate per 8 minuti circa, max 10, la pasta deve dorare ed essere cotta.. ma fate attenzione perché a scurirsi e cuocersi troppo è un attimo!
Fate raffreddare – come sapete ormai bene – su griglia metallica.

Questi biscotti sprigionano (e mantengono) un aroma buonissimo e stuzzicante. Si conservano bene per più di una settimana (se vi durano) in vasetti di vetro a vite o contenitore ermetico.
Buonissimi per accompagnare antipastini di formaggi e salumi, formaggi e confetture adatte a formaggi e via dicendo. Ma, come dicevo, ottimi anche per un dopo pranzo, da servire con caffè oppure con un tè delicato e non speziato, affinché non si sovrappongano troppi sapori forti e piccantini (essendoci già la noce moscata nei biscotti e il pepe sopra).
Frollini alla noce moscata e arancia © Manuela Viel

Biscottini per formaggi e stuzzichini. Aperitivo?

più insonne di così si muore… Ho cominciato questo post alle 4.22 di stamattina, per poi perdermi nel fare mille altre cose, tra cui una torta al cioccolato fondente e al caramello mou, con base di pasta sablée al fleur de sel alla vaniglia (non chiedetemi come mi vengono certe idee..) e un gelato alla vaniglia e cardamomo (e anche qui…).

Voglio ringraziare Nicky e Roby per la bellissima giornata di ieri… siamo stati in Svizzera e mi sono rilassata proprio tanto, sono stata b e n e .
E’ stato comicissimo quando – a partire da Roby, poi Nicky e per ultima io che, scema che sono, mi sento sempre un po’ timida a far ste cose.. ma poi.. :D – ci siamo messi tutti e tre seduti sulle poltroncine vibranti (guarda caso esposte tre di numero!)… che poi, non erano vibranti.. ma poltrone massaggiatrici!! Avevano il telecomando e tanti tasti… più di un telecomando per la tv quasi. Dato che non sapevo come farne uso… come dire.. ho cominciato a schiacciare tutto, dal tasto SHIATZU, ad altri tasti che, consumati, non si capiva manco cosa ci fosse scritto. Ma fa niente, perché dalla poltrona, dove poggiava la schiena, cominciavano a roteare delle palle (ehm non so come spiegarmi…) massaggiando a partire dal basso della schiena (la parte più bella del massaggio secondo me, perché più sensibile) verso l’alto.. era di un piacevole e rilassante che non avete idea!! Lo dico io che non apprezzo molto i massaggi (pur avendo fatto corsi di Shatzu e di Riflessologia plantare). E noi restavamo lì, semi sdraiati… non come clienti che, un poco a disagio e quasi intimoriti da chissà che cosa, appoggiano a malapena il sedere e ‘provano’ a malapena a schiacciare qualche tasto qua e là col terrore di poter rompere qualche cosa (che abbiano paura che la poltrona inizi a “schizzare” a destra e a sinistra come un toro scaraventandoli via?? mah..). No, noi no: tranquilli come a casa nostra.
Bella giornata comunque… a parte la Svizzera, è la compagnia che conta.

*

… aria fresca, stamattina si sta bene, fin troppo… posso osar dire che ho piuttosto freddino (considerate però che sono freddolosissima). Ieri sera e stanotte ha piovuto molto, sarà stata
Mariù a mandarcela, vero Mariù!!? :D Io di caldo non morirei mica comunque. Mi lamento spesso, quando ho caldo, ma lo facciamo un po’ tutti per abitudine; ma non ne soffro tanto quanto il freddo. Io d’inverno soffro come un cane, per dire. Voi non potete capire né immaginare quanto. E’ persino capitato più volte che rimanessi a casa dall’università nel periodo invernale proprio per la mia intolleranza al freddo. Sono freddolosa, ma questa aggettivo ben poco descrive la sofferenza che patisco quando ci sono le basse temperature (che per me “basse” significa già 15-16 gradi. Per questo ho sempre detto: anche se mi regalassero un viaggio con tanto di pernottamento in suite da sogno, tutto pagato, all inclusive in Russia, Polonia, o posti simili… beh, rifiuterei senza pensarci due volte.

…perciò stamattina una bella tazza di orzo&cacao fumante non me l’ha tolta nessuno. Una tazza d’orzo con un goccio appena di latte di soya per dargli quel tocco di sapore lievemente diverso.. e anche per il gusto di schiarire quel marrone troppo intenso e scuro, tingerlo un poco di bianco, come se fosse la tavolozza di un artista, dove vengono variegati i colori chiari con quelli più scuri e viceversa. Quella macchiolina bianca centrale di latte, andava via via separandosi formando arabeschi e variegature sulla superficie visibile della tazza di orzocacao. Insieme, due pavesini al gusto caffè e la vista dal mio terrazzo verso un cielo pacifico e tenue, sottile e delicato, completamente sprovvisto di pompose nuvole e che ormai quasi albeggiava, riflettendo nei miei occhi la luce del nuovo giorno. Ancora un paio d’ore, poi si sveglierà mamma. Anche lei è dotata di sveglia biologica.

Intanto rientro dal terrazzo dalla parte della cucina – altre tre entrate rimandano al salotto.
Lascio la finestra aperta mentre mi appresto alla preparazione del caffè. Preparo la moka con del caffè nuovo nuovo, preso da
Peck proprio venerdì, apposta per lei. Lei che non è un’amante del caffè in senso stretto, come gli amatori, ma più che altro è una caffeinomane, il che è ben diverso. Però chi lo sa, con un caffè un poco più pregiato forse riesco a trasformare la sua dipendenza dal caffè in un qualcosa di più piacevole e non solo un’abitudine, trasformare il vizio nella scoperta di un qualcosa di stimolante per il proprio Gusto e nella possibilità di scoprire un aroma sempre diverso, da un retrogusto fruttato, a note di cioccolato o di miele, al lontano sapore di ciliegia … Questa è stata la volta di un gran caffè, un caffè monorigine, il Guatemala Maragogype (uno dei Gran Cru). Dovete sapere che anche il Guatemala è da annoverare tra i paesi che soddisfano il fabbisogno mondiale oltre al Brasile (che da solo produce quasi un terzo del caffè nel mondo). con le qualità Arabica lavato e Robusta. Dall'Arabica si ricavano il Bourbon, Tipica, Maragogype, Coban, Antigua, Amatitlan. Questi sono particolari perché hanno una spiccata acidità (dovuta al metodo di lavorazione), un profumo speziato ed un aroma profondo di cioccolato. Sono prodotti con il metodo bagnato (l’altro metodo è il metodo asciutto/secco (chi conosce i tè meglio dei caffè, saprà che ci sono vari metodi di lavorazione di questi prodotti, per ottenere vari gradi di acidità, alta o più attenuata), ossia un metodo che richiede attrezzature specifiche e una grande quantità di acqua (infatti l’umidità conferita ai chicchi di caffè è circa del 57%). L’altro metodo, a secco, ed è il metodo naturale. Il metodo bagnato è quello da cui derivano i caffè più pregiati.
Tra le varietà dell’Arabica, il Maragogype è il migliore e metaforicamente potete pensare alla completezza dei cinque (o sei;) Sensi. Infatti è il più perfettamente bilanciato: ha un particolare sapore, gusto, corposità, acidità e aroma. Al contatto col palato è altamente morbido e maturo, liscio, corposo e piacevolmente acido.. l’acidità è di quelle piacevoli, spiccate e deliziose… è come l’involucro di una fava di cacao. A proposito delle fave di cacao…
Come dicevo a Romy.. Dalle mie ricette e dalle descrizioni, molti avranno spesso pensato che io sia patita e amante del cioccolato.. Non è proprio proprio così. La cosa che più mi piace il realtà è lavorare il cioccolato. Questo alimento che fondendosi diviene sostanza fluida, colantee e densa come lava, liscia, amabile, profumata e aromatizzata, bevanda, polvere o cibo degli dei se originaria e naturale… ecco, ci siamo. N a t u r a l e. Questo è ciò che mi piace di un cioccolato. Che sia il più naturale possibile, quindi amaro. Mai assaggiate le fave di cacao? Beh, provateci e mi direte. Io, come Romy, amo il cioccolato fondente amaro, le fave di cacao ho avuto occasione di assaggiarle ad una degustazione di cioccolati Cru.. hanno un sapore insolito ma che ho amato sin dal primo assaggio: intenso ma educato, carico del sapore di cioccolato ma al contempo secco, infatti ha la raffinata caratteristica di lasciare la bocca pulita.

Mi sono dilungata anche troppo in altro, che ben poco c’entra con il titolo del post : ) ma io sono fatta così, parlo, parlo parlo… e non mi accorgo di uscire spesso fuori tema (ma quando si parla di cibo, bevande, cucina, qualità, sapori… non si è mai fuori tema, o no?).


Quelle che vi propongo oggi sono più che altro idee, stuzzichini e antipasti che ho proposto qualche sera fa; non starò a dare precisamente le ricette di ognuna perché non sempre c’è molto da spiegare… senz’altro vi dico quella dei miei biscottini di frolla alla noce moscata e essenza di arancia… da abbinare a formaggi ricchi, spessi, saporiti.. Ma, provandoli, ho appreso che ben si abbinano anche come dopo pasto, soprattutto dopo pranzo, ché quel pizzico di mix di pepi e cacao, con un buon caffè (ed ecco trovata la scusante per il mio dilungarmi nel discorso caffè e cioccolato!:) risulta davvero una delizia. Un pasto con un dopo superlativo e raffinato.

*

di questi frollini farò un post a parte tra qualche giorno, perché vorrei averli con un titolo a sé nella mia lista di ricette.

Frollini alla noce moscata e arancia
ricoperti con granelli di zucchero di canna, mix di pepi e cacao amaro
Frollini alla noce moscata e arancia © fiOrdivanilla
Frollini alla noce moscata e arancia © fiOrdivanilla
Ingredienti:
60 gr di burro freddo a pezzetti
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di miele di Acacia
110 gr di farina 00 setacciata con…
…1 cucchiaino di lievito
1 cucchiaino raso di noce moscata in polvere (e due grattate di noce moscata intera)
mezzo cucchiaino di essenza di arancia (ma mettenene a seconda dei gusti)
_
zucchero di canna
mix di pepi da macinare al momento (quello che contiene pepe rosa, nero e verde)
cacao amaro in polvere

Mettete nel mixer burro, zucchero e miele e impastare fino a quando si amalgamano. Aggiungete farina setacciata con lievito, le spezie e impastate ancora per un attimo, fino a che il composto si amalgama bene (magari aprire il mixer, togliere il composto dalle pareti e metterlo in mezzo per far sì che si amalgami tutto. Mixare ancora).
Togliete dal mixer e impastate con le mani fino a ottenere una bella palla liscia. Avvolgete in pellicola trasparente e mettete a riposare in frigorifero fino a che riprenda consistenza.

Accendete il forno a 180°.
Stendete l’impasto con un matterello tenendolo alto circa 4 mm. Ritagliate i biscotti con un tagliapasta e posizionateli sulla teglia ricoperta con carta da forno. Cospargete ogni tondino con dello zucchero di canna, mezza macinata di mix di pepi e una spolverata di cacao fatto scendere al momento da un setaccino. Non esagerate con il mix di pepi altrimenti tenderà a prevalere e il sapore non sarà tutta questa delizia come dovrebbe essere.
Infornate per 8 minuti circa, max 10, la pasta deve dorare ed essere cotta.. ma fate attenzione perché a scurirsi e cuocersi troppo è un attimo!
Fate raffreddare – come sapete ormai bene – su griglia metallica.

Questi biscotti sprigionano (e mantengono) un aroma buonissimo e stuzzicante. Si conservano bene per più di una settimana (se vi durano) in vasetti di vetro a vite o contenitore ermetico.
Buonissimi per accompagnare antipastini di formaggi e salumi, formaggi e confetture adatte a formaggi e via dicendo. Ma, come dicevo, ottimi anche per un dopo pranzo, da servire con caffè oppure con un tè delicato e non speziato, affinché non si sovrappongano troppi sapori forti e piccantini (essendoci già la noce moscata nei biscotti e il pepe sopra).

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Ciliegini confit al forno.
Ciliegini confit © fiOrdivanilla
Tagliate i pomodorini a metà e disponeteli con la metà tagliata all’insù in una teglia ricoperta di carta da forno. Cospargete con pochissimo zucchero a velo setacciandolo dall’alto; cospargete poi con un mix di odori (tipo erbe provenzali) e irrorate con un filo di olio. Infornare a 150° per un’oretta.

*

Doppia sfoglia ripiena – formaggio, pomodorini, asparagi
Doppia sfoglia ripiena © fiOrdivanilla
Stendere un disco di pasta sfoglia già pronta e ritagliare circa 8 cerchi (a seconda del diametro che usate, potete farne di più o di meno).
Quattro di questi cerchi predisporli sulla teglia ricoperta di carta da forno.
All’interno degli 4 di questi cerchi ricavare un cerchio più piccolo e toglierlo, magari lo userete per fare qualcos’altro. Il ritaglio rimasto (il cerchio quindi bucato) sovrapporlo ognuno su di un cerchio di quelli già predisposti su carta da forno, così da avere: disco di sfoglia interno alla base e un altro disco di sfoglia sovrapposto bucato. Mettere in forno e cuocere a 180° fino a che sono belli gonfi e dorati (non fateli scurire troppo, perdono altrimenti la loro bellezza estetica).
Tirateli fuori dal forno e lasciateli raffreddare. Una volta freddi frantumate il buco all’interno dei dischi, e togliete le briciole mettendole in una ciotolina. In questa ciotolina aggiungete del formaggio a vostra scelta (di quelli che si sciolgono e rimangono belli filanti come la mozzarella per pizza per farvi capire.. ) e pomodorini. Mettete al microonde per 30 secondi circa alla max potenza. Lasciatecelo altri 30 a microonde spento (il calore si espanderà facendo sciogliere il formaggio, senza che le microonde continuino a cuocere l’alimento, rischiando di farlo “bollire” o bruciare). Togliete la ciotolina dal microonde, salate, pepate e aggiungete semini di senape. Mescolate vigorosamente e riempite le sfoglie.
Decorate con asparagine (non so quando riusciate ancora a trovarne, io grazie a mio padre ne ho di buonissime ancora che vengono da lontano) e aggiungete sulle punte un pizzico di fleur de sel.

*

Mostarda francese – al ribes e al dragoncello – e confettura di pomodori verdi
Mostarda e confettura © fiOrdivanilla

Mostarda e confettura © fiOrdivanilla
*

Crema
di melanzane al timo e limone
Crema di  melanzane al timo e limone © fiOrdivanilla
Crema di  melanzane al timo e limone © fiOrdivanilla
Crema di melanzane al timo e limone © fiOrdivanilla

(per piccola porzione)
1 melanzana bella grossa 
5 capperi sotto sale sciacquati bene
una spruzzata di limone
1 cucchiaio e 1/2 di olio extravergine di oliva
2 cucchiai di timo al limone fresco
mezzo cm di radice di zenzero

Cuocere la melanzana intera (senza tagli né incisioni, perché non deve perdere la sua acqua. E no, non preoccupatevi, non avrà un sapore amaro) in forno già caldo a 180° per 45 minuti.
Intanto sciacquare i capperi e farne un trito il più fine possibile con le altre spezie, zenzero e timo al limone. Usate un coltello affilato oppure provate con un piccolo tritatutto.. o con una mezzaluna. Lo zenzero deve venir tagliato sottilissimo, se lo potete frullare leggermente tanto meglio.
Spellate la melanzana: basterà tagliare il “cappello” e sfilare la buccia tirandola verso il polo opposto. Verrà via come niente.
schiacciatela dentro al bicchierone del minipimer e aggiungeteci il trito di spezie+capperi, il limone, l’olio. Centrifugate col minipimer fino ad ottenere una crema liscia e fluida. Se è troppo compatta aggiungete ancora olio a filo.

*

Formaggini ai pistacchi e sale al limone
Lavorare a crema un formaggio di vostra preferenza (io taleggio), farne delle palline, passarle nella granella di pistacchi mescolati con un qualche pizzico di fleur de sel al limone. Infilare uno stuzzichino. Disporli.
Formaggini ai pistacchi e sale al limone © fiOrdivanilla
Formaggini ai pistacchi e sale al limone © fiOrdivanilla

*
A tutto ciò ho servito insieme anche delle noci e delle uova di quaglia, quest’ultime messe in acqua fredda salata, portata a bollore e bollite per 4 minuti.

*
Infine, altrettanto “mignon” il dolcetto (dopo la cena che è seguita all’aperitivo ovviamente:) …
Yogurt greco al lampone con zucchero di canna
Yogurt zucchero di canna e lamponi © fiOrdivanilla
Yogurt zucchero di canna e lamponi © fiOrdivanilla






















Il mio (ovviamente:) yogurt greco mescolato ad un cucchiaio di zucchero di canna e 4 lamponi schiacciati. Conservato in frigo e all’ultimo decorato con uno spuntone di yogurt greco lasciato al naturale e sopra un lampone freschissimo intinto leggermente in limone dolcificato.

Buona domenica a tutti!

*FiOr.

Mini sbrisolone salate alle noci

Ho pochissimo tempo… scrivo, posto, saluto e via :) 
Mini sbrisolone salate alle noci
Per la ricetta mi sono ispirata alle sbrisolone salate di
Alessia. Le ho fatte più di due settimane fa, ma mi ritrovo a postarle soltanto ora per mancanza di tempo…
Mini sbrisolone salate alle nociVengono dei tortini assai buoni, mi hanno lasciato bene queste sbrisolone.
Io non avevo mai avuto a che fare con un impasto simile, nel senso che non avevo mai provato a fare una sbrisolona, né dolce né salata.  
Quindi mi sono imbattuta in un impasto che.. era un po’ complicato da tenere insieme.. (beh sbrisolona è un termine che parla già da sé dopotutto…)… allora mi sono inventata qualcosa del genere: una volta fatto l’impasto non v’era verso di tenerlo insieme.. lo univo da una parte e si sbrisolonava dall’altra. Unisci di qua, unisci di là.. niente! Immaginatemi che sclero con questi pezzi di impasto tanto carini che non ne volevano sapere di farsi un un’unico sformato.. nossignori. Ma chi la dura la vince.
Ho rifatto una palla (più i pezzi…) con l’impasto, l’ho avvolto in carta da forno, l’ho messo in una teglia rotonda e l’ho appiattito con un batticarne. Ohhh là! 1-1 palla al centro.
Una volta appiattito, tolgo da sopra la carta da forno e con un coppapasta ho ritagliato più dischi, perché l’idea di averne tante piccole, di sbrisolone, mi piaceva di più anziché averne una intera grossa. E piccoline fanno anche più effetto e sono un delizioso regalino.. infatti ne ho regalate qualcuna a mio fratello, qualcuna a mia nonna e .. a
Nicky e Roby!
Ah.. e a mia mamma? Solo due :D
Ora che vi ho detto come ho proceduto per fare le formine (che poi non è complicato, sono io che rendo sempre tutto molto complicato, perché io sono complicata, molto complicata…), passo direttamente alla ricetta.
Anzi no. Non ce la faccio a fare questo passaggio così precipitoso, proprio non ce la faccio!
… queste sbrisolone sono magnifiche da gustare così come sono, come stuzzichino, da portare ad un pic nic… Oppure da offrire come sostanzioso aperitivo, magari assieme al prosecco “classico” extra dry, la versione che combina l’aromaticità varietale con la sapidità esaltata dalle bollicine. Potrei pensare di essere condizionata dalla mia predilezione per i frizzanti, per le bollicine.. ma non è così: penso che il sapore di noce amalgamato al sapore intenso, pieno e stuzzicante del parmigiano, stia molto bene un vino frizzantino, leggero, da un retrogusto magari armonioso e fruttato i cui sentori ripuliscono e rinfrescano il palato e lo preparano ad un inizio cena. Mi viene in mente allora il prosecco frizzante (Prosecco Doc: quello di Conegliano-Valdobbiadene), di cui riporto le caratteristiche…

È il Prosecco più facile ed immediato: nato per incontrare i giovani e per avvicinare il consumatore meno esperto.
Nella versione a rifermentazione in bottiglia (Sur lie) è l’autentico ambasciatore della tradizione del vignaiolo, un vino essenziale, asciutto, digeribile e leggero.
Nella fermentazione più diffusa, in autoclave, il Prosecco frizzante armonizza la fragranza dei profumi varietali dell’uva con il pizzicare delicato dell’anidride carbonica, in una unione che da grande freschezza.
Il colore è il caratteristico paglierino, al naso l’aroma è ricco di sentori florali e fruttati con un prevalere di mela acerba e limone.
Perfetto servito a 8-10° C, come aperitivo, su antipasti e primi non elaborati.

(fonte prosecco.it)

noce 
noce
Mini sbrisolone salate alle noci
Ingredienti:
200 gr di farina
100 gr di parmigiano grattugiato, di quello buono
100 gr di noci tritate grossolanamente (passarle per poco nel mixer)
80 gr di burro freddo a tocchetti
1 uovo intero
2 prese di sale

Mettete nel mixer tutti gli ingredienti e fate andare le lame fino a che il composto si trasforma in un ammasso unico e bricioloso (ma che termini uso!?): trasferite il composto in una ciotola.
Comprimete l’impasto ad uno spessore di 1,5/2 cm, procedendo come vi ho detto sopra (carta da forno, batticarne ecc).
Una volta ricavate le mini sbrisolone disponetele su una teglia ricoperta di carta da forno e decorartele con delle noci spezzettate incastonandole sulla superficie.
Infornate in forno già caldo a 180° per 10 minuti circa, fino a che cominiciano appena appena a dorarsi i bordini.
Sfornate e non toccatele fino a che non si saranno raddreddate, altrimenti si sbriciolano.
Mini sbrisolone salate alle noci 

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